link sponsorizzati

Ancora polizze false in Abruzzo

Scoperto un' altro caso di falsificazione delle polizze assicurative, questa volta è successo nel Pescarese dai carabinieri che stanno ulteriormente indagando. Per il momento le vittime accertate sono piu' di trenta e il responsabile, un uomo di 57 anni è stato denunciato dai Carabinieri di pescara che hanno anche provveduto al sequestro del computer con il quale elaborava la documentazione falsa.

L'accusa per il truffatore e di truffa aggravata continuata ritenendo che l'operazione di falsificazione delle polizze di assicurazione auto e moto andava avanti da oltre un anno. Gli iniari clienti venivano attratti dal fantomatico "broker assicurative" mediante proposte di contratti a prezzi decismente inferiori a quelli di mercato.

La vicenda e le indagini dei carabinieri sono iniziate grazie alla querela esposta da una persona che ne era stata vittima, avendo stipulato un contratto assicurativo con il broker e accorgendosi che non era regolare grazie alla presenza di alcune imperfezioni di forma. La vittima ha provveduto a consegnare la documentazione falsa ai carabinieri che ne hanno sottoposto il sequestro.

Le imperfezioni che hanno fatto sospettare il cliente sono il fatto che il documento fosse stampato su carta di tipo comune in formato A4, senza la tipica foratura per il distacco. Le indagini hanno portato ad un'immediata perquisizione domiciliare a casa dell'uomo, luogo in cui avveniva la falsificazione da parte del broker che ha portato al sequestro di oltre 30 contratti assicurativi risultati falsi, il computer con il quale i documenti venivano alterati e altra documentazione che dimostrerebbe l'attivita' illecita da parte del broker che si occupava anche di svolgere il suo regolare lavoro regolare, la stipula di polizze di due diverse compagnie di assicurazioni, rivelatesi allo scuro dell'attività fraudolenta del broker.

Assieme alla documentazione sono anche state trovate alcune scritture private che attesterebbero la restituzione delle somme di denaro restituite a quei clienti truffati che, accorgendosi dell' imbroglio, ne avevano chiesto il rimborso e i danni, probabilmente in cambio di assoluto silenzio da parte di questi.